Il sapore del Nord: la tradizione del bacalà alla vicentina

Storia, leggenda e tradizione in tavola

Il Bacalà alla Vicentina non è solo un piatto, ma un frammento di storia che vanta oltre 400 anni di tradizione. La sua epopea inizia nel 1431 col naufragio di Pietro Querini alle isole Lofoten, in Norvegia. Qui scoprì il merluzzo essiccato all’aria, duro come un bastone. Questo alimento, detto stoccafisso, fu introdotto a Venezia e divenne vitale per i ceti umili

Nel vicentino si usa il termine “bacalà” per indicare lo stoccafisso, ben diverso dal prodotto conservato sotto sale. Per la ricetta tradizionale si sceglie la qualità “Ragno”, che richiede battitura e ammollo prima di essere cucinata in terracotte ricche di gusti per ottenere un’unione cremosa di sapori. Tradizionalmente è servita con fette di polenta bianca o gialla per esaltarne l’unicità

Una ricetta protetta dalla Venerabile Confraternita

A salvaguardare la ricetta originale provvede la Venerabile Confraternita del Bacalà, nata a Sandrigo nel 1987, con lo scopo di promuovere questo antico piatto nel rispetto della tradizione. Il network conta circa 40 ristoranti, di cui 26 nel vicentino. Il piatto è inoltre inserito nel circuito EuroFIR UE e nell’elenco nazionale come “Espressione del patrimonio Culturale Italiano”

La Festa del Bacalà di Sandrigo, cittadina patria del Bacalà, attira ogni anno oltre 50.000 persone su un periodo di due settimane e consolida un forte legame internazionale. Vieni a scoprire il sapore unico della tradizione nei ristoranti e le feste della Provincia.

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