
La provincia tra storici opifici, musei della tessitura e città sociali tra Otto e Novecento
L’industria è un elemento cardine della storia vicentina che tra l’Ottocento e il Novecento ha plasmato il nord della provincia. Questo ricco patrimonio è visibile ancora oggi attraverso monumenti di archeologia industriale di grande valore culturale e musei dedicati a questa tradizione.
Le maggiori testimonianze si concentrano tra i centri di Malo, Valdagno e Schio nella zona pedemontana. In quest’ultimo comune, storicamente definito come la «Manchester d’Italia» potrai scoprire l’area del Lanificio Rossi, la Fabbrica Saccardo, il Giardino Jaquard e la celebre Fabbrica Alta, imponente opificio di elevato valore monumentale, sociale ed urbanistico ed emblema stesso del patrimonio industriale veneto.

Alla scoperta della tradizione industriale
A Malo si trova invece la Filanda Corielli, oggi importante sede del Museo di arte serica e laterizia. Spostandosi a Valdagno è possibile esplorare la caratteristica «città sociale», avveniristico complesso urbanistico realizzato tra il 1927 e il 1937 per volere dell’imprenditore tessile Gaetano Marzotto. Nata come company town per i lavoratori del celebre lanificio, è considerata uno dei più importanti esempi italiani di architettura razionalista e welfare aziendale. Al suo interno ospita il MUMAT, il museo interamente dedicato alle macchine tessili.
L’itinerario nel passato produttivo include la Fondazione Bisazza, situata a Montecchio Maggiore. Questa struttura accoglie i visitatori in un grande spazio espositivo contemporaneo, originariamente adibito a industria per la produzione di mosaici realizzati in vetro.